La Società delle Nazioni

October 5, 2018

 

La Grande Guerra manda in pezzi l’ordine ‘europeo’ che durava dalla pace di Vestfalia, distrugge (Austria-Ungheria e Impero Ottomano), riduce (Germania) o trasforma (Russia) primarie potenze continentali, dà un ruolo di primo piano al mondo extraeuropeo (Stati Uniti e Giappone).

L’analisi che Carl Schmitt sviluppa con acribia quasi compulsiva intorno ai caratteri giuridici e politici della Società delle Nazioni rappresenta una prima riflessione sul modo di formazione di un ordine mondiale, sul ruolo che le costruzioni del diritto – inclusa quella peculiare figura che sono gli organismi internazionali – giocano in un processo così complesso, sulla loro dipendenza dai crudi rapporti di potenza.

L’ordine, facile da distruggere e complicato da ricostruire, è il tema che segna tutto il secolo che scorre dal 1918 a oggi.

 

A cura di Giuseppe Perconte Licatese

 

Carl Schmitt (1888-1985) è stato uno dei massimi esponenti del pensiero giuridico e politico del Novecento. La sua intensa attività di studio nel campo della teoria politica, del diritto pubblico e internazionale ha avuto una profonda influenza sul pensiero contemporaneo.

 

 

 

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