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  • Immagine del redattoreLe due rose. Editore

Il libro di Joel Kaye parla di due rivoluzioni che esplodono nel XIII secolo e sono all'origine del mondo moderno: da un lato la rivoluzione del pensiero medievale che comincia a emanciparsi dalle autorità tradizionali e si avvia a percorrere sentieri nuovi, soprattutto nella percezione dei rapporti sociali e nella formazione delle categorie d'analisi; dall'altro la rivoluzione commerciale che cambia relazioni d'affari, strategie economiche, comportamenti personali. Sembrano due processi lontani che per avventura capitano nello stesso periodo storico e negli stessi luoghi (Parigi, Londra) ma hanno motivi e svolgimenti ben diversi.

Kaye – e qui sta il suo tratto innovativo e geniale – dimostra invece che sono collegati e si influenzano profondamente: la rivoluzione commerciale cambia non solo l'agire economico ma anche i modi di pensare e i professori delle università riversano nelle proprie materie una nuova destrezza concettuale.

Il denaro s'impone come la forma mentis dominante che ridefinisce la vita quotidiana e con essa anche la visione filosofica: i professori, accanto all'insegnamento, si trovano a sbrigare incombenze amministrative delle proprie organizzazioni e quindi a far quadrare conti; gli studenti si trovano immersi nella cangiante e complessa realtà dei mercati che si vengono formando.

La rivoluzione commerciale è una grande fucina di idee, ne lancia di nuove e riformula quelle in uso: Joel Kaye, con acribia filologica e grande sagacia interpretativa, ne insegue gli effetti nelle molteplici versioni di un pensiero scolastico in rapida evoluzione.

Un grande libro che dà un'interpretazione originale e potente di un momento cruciale della storia moderna.


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